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C A S A T E R R A

 

Puglia...Alto Salento...Ceglie Messapico...zona boscosa... pineta Ulmo...terra rossa...ulivi... pini... querce...muretti a secco...un gruppo di trulli ristrutturati... un associazione culturale (Atelierazur): “CASATERRA” una casa-laboratorio che una volta l’anno per una settimana ospita artisti da tutto il mondo per mettere in comune energie, tempo, idee, esperienze, pratiche artistiche.

Una occasione rara di conoscenza non virtuale, dove i mezzi di comunicazione rapida sono solo uno strumento per entrare in contatto, l’input per richiamare l’attenzione su un luogo ai margini del sistema dell’arte italiana. Il sito internet della residenza ha le potenzialità di un messaggio trasportato dal mare delle rete in ogni angolo del mondo, S.O.S. lanciato anche per cercare di trovare ossigeno in un territorio dove le istituzioni che dovrebbero sostenere e diffondere l’arte contemporanea sono quasi del tutto assenti, dove il rischio diventa l’afasia e la sindrome da isolamento.

Così la residenza CASATERRA si lega a tutte quelle esperienze diffuse oggi nel mondo dell’arte che si collocano ai margini del sistema, in una zona cioè dove più forte è la tensione dinamica che apre nuove possibilità di evoluzione. E lì che operano le strutture indipendenti e no-profit, nate da iniziative individuali o da interessi comuni, organizzate spesso in forma associativa, che si propongono come laboratori e sono accomunate dall’intento di accompagnare, sostenere e incoraggiare le esperienze di ricerca creativa.

Al laboratorio CASATERRA hanno partecipato in tre anni 34 artisti stranieri (americani, albanesi, australiani, estoni,greci, irlandesi,montenegrini, polacchi, rumeni, serbi, sloveni) e 40 italiani che hanno condiviso del tempo motivati dalla voglia e dalla necessità di comunicare sull’arte e attraverso l’arte. La pratica della residenza produce continui sconfinamenti tra lavoro e tempo libero usato per creare relazioni tra artisti fuori da ruoli e aspettative. Un campo libero per catalizzare energie in un paesaggio che ben si presta a convogliare queste forze in una forma artistica. Una natura per alcuni consueta e ordinaria, per altri lontana e stupefacente, ed è interessante notare come installazioni realizzate in una settimana usando materiali poveri ( terra, pietre, ferro, paglia, carta, scheletri di animali, e tutto ciò che si può trovare nella terra adiacente) riescono a far emergere diversi punti di vista e sempre nuove potenzialità artistiche di un piccolo luogo.

Nonostante la qualità, i lavori prodotti durante il soggiorno rinunciano alla visibilità pubblica e a una durata. Il tempo della produzione coincide con quello della presentazione. Difatti ogni lavoro perderà la propria finitezza a causa di accadimenti imprevedibili, legati alle condizioni meteorologiche, alla presenza di cani e gatti, al gioco dei bambini, al passare dei giorni. Tutto è finalizzato all’incontro, all’esperienza comunitaria, alle relazioni di socialità artistica che le opere hanno prodotto, alle dinamiche relazionali che il “fare arte” ha provocato.

Una rara occasione di conoscenza del lavoro di ciascuno non relegato ai magazine, alla velocità dei vernissage, alle informazioni virtuali. Questo implica non vedere il lavoro dell’altro come fosse un oggetto ma entrare ad abitare le idee dell’Altro e lasciarsi simultaneamente abitare da esse: questo è lo scopo della residenza CASATERRA avviare un processo trasformativo legato all’esperienza individuale e collettiva.


Marcella Anglani

critico d'arte e docente dell'Accademia di Belle Arti di Lecce

 

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